USiena per SDSN

L’Università di Siena, fondata nel 1240, è un ateneo da sempre attento ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Le molteplici iniziative didattiche e di ricerca su tali argomenti sono condotte  in una dimensione multidisciplinare, grazie all’attivazione di una struttura ad hoc, denominata Santa Chiara Lab, e secondo una prospettiva internazionale.

Attualmente USiena, sta portando avanti due importanti progetti sui temi della sostenibilità.

  • PRIMA (Partenariato per la ricerca e l’innovazione nell’area mediterranea), è un programma di ricerca e innovazione congiunto. PRIMA prevede la definizione congiunta di attività di ricerca e innovazione nei Paesi del Mediterraneo, con il fine di sviluppare soluzioni innovative e sostenibili in materia di agricoltura, industria alimentare e uso dell’acqua, promuovendone l’applicazione da parte di comunità, imprese e cittadini.
Il partenariato coinvolge, per la prima volta in un programma così ampio e di lungo termine, Paesi membri dell’Unione Europea (Cipro, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna) e Paesi non UE del Mediterraneo (Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Tunisia e Turchia). I paesi partecipanti ad oggi hanno già espresso un impegno economico pari a oltre 200 milioni di euro, che probabilmente nei prossimi mesi aumenterà,  al quale andrà aggiunto il contributo dell’UE.
Si sono dichiarati interessati al programma anche Croazia, Germania, Israele, Romania e Slovenia. I Paesi partecipanti al programma auspicano che PRIMA possa essere attivata secondo quanto indicato dall’art. 185 TFEU, che prevede la creazione di una struttura amministrativa ad hoc in grado di lanciare bandi di ricerca finanziati da risorse assegnate dagli stati nazionali (UE e non UE)  e dalla Commissione europea. Tale soluzione consentirebbe la completa integrazione a livello scientifico, gestionale e finanziario delle politiche di ricerca nazionale sugli argomenti dell’Iniziativa, condizione indispensabile per affrontare in maniera efficace le sfide tecnologiche,  ambientali e sociali che l’agricoltura e l’industria alimentare hanno di fronte.

L’iniziativa è ora sottoposta da parte della Commissione Europea ad una procedura di valutazione del suo impatto sulla società e l’ambiente, descritta nel sito.

 

  • Plastic Buster, In data 16 Febbraio 2016 i Senior Officials di Union for the Mediterranean hanno approvato la labelizzazione del progetto Plastic Busters, di cui l’Università di Siena-SDSN-MED è capofila, con unanime decisione dei 43 stati membri dell’Unione. Con la labelizzazione viene riconosciuto il potenziale del progetto di  produrre concreti benefici per i cittadini delle regioni Euro-Mediterranee e di contribuire alla integrazione sub-regionale e regionale. Il Segretariato di UfM si adopererà per sostenere e monitorare l’implementazione del progetto e per fornire supporto per la sua sostenibilità.  La finalità generale del progetto “Plastic Busters per un Mediterraneao libero dai rifiuti” è quella di contribuire al disinquinamento del Mediterraneo, attraverso la promozione della implementazione del Regional Plan on Marine Litter Management in the Mediterranean (Barcelona Convention – IG.21/9).                                                                                                Gli obiettivi e le attività principali si concentrano su:
  • a) affrontare i gap di conoscenza relativi al marine litter attraverso azioni di monitoraggio, valutazione e mitigazione;
  • b) sviluppare e attuare azioni concrete per prevenire, ridurre, individuare le aree di convergenza e rimuovere i rifiuti marini;
  • c) intraprendere azioni per migliorare la consapevolezza degli stakeholders e catalizzare un cambiamento nelle loro percezioni e ed atteggiamenti nei confronti dei rifiuti.

PARTNERSHIP

  • UNEP/MAP along with its network MEDPOL designated monitoring laboratories
  • MIO-ECSDE, Mediterranean Information Office for Environment, Culture and Sustainable Development (GR)
  • IFREMER, Institut Français de Recherche Pour L’Exploitation de la Mer (FR)
  • SOCIB, Balearic Islands Coastal Ocean Observing and Forecasting System (ES)
  • ISPRA, Institute for Environmental Protection and Research, Laboratory of Ichthyology and Marine ecology (IT)
  • Biochemistry and Environmental Toxicology, Higher Institute of Agronomy, University of Sousse (TN)
  • IWRS, Institute for Water of the Republic of Slovenia (SI)
  • CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Consorzio Lamma (IT)
  • HCMR, Hellenic Centre for Marine Research (GR)
  • ISOTECH (CY)
  • Consorzio Mediterraneo (IT)
  • ECNC Land & Sea Group (ES)
  • University of Bologna (IT)
  • FispMed

L’Università organizza inoltre un:

  • Corso sulla sostenibilità, Innovativo nel sistema universitario italiano, l’insegnamento è organizzato secondo un approccio transdisciplinare che attraversa aspetti ambientali, economici, giuridici, energetici, urbanistici, sociologici, per fornire una solida base introduttiva sul tema dello sviluppo sostenibile. L’insegnamento, strutturato in 24 lezioni da marzo a giugno, dedicate ad analizzare gli aspetti di base legati all’ambiente, all’economia ed alla dimensione sociale e giuridico-istituzionale della sostenibilità, è articolato in incontri tematici su inquinanti emergenti, sui “planetary boundaries”, e sul problema dell’acqua. Il corso si rivolge a studenti dell’Università, al personale e a soggetti esterni.